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Il Cloud in Italia? C’è bisogno di “Meteorologi”

 

Se la situazione del Cloud in Italia dovesse essere spiegata con una metafora meteorologica, perdonate il facile gioco di parole, parleremmo di tempo incerto con segni di schiarite.

Una similitudine tutt’altro che negativa, l’adozione del Cloud è sempre più imponente. Numeri alla mano negli ultimi 12 mesi c’è stato un aumento del 20% per un mercato che si aggira attorno ai 2 miliardi di euro di fatturato. Ma la sua vivacità, la ricchezza di nuove tecnologie disponibili, l’offering dei grandi Vendor come Amazon e Google, può ancora rappresentare per le aziende una scelta difficile da interpretare sulle “condizioni” che troveranno nel lungo termine.

Come Dedagroup stiamo vivendo una crescita significativa che ha visto aumentare fortemente il numero di clienti seguiti, notando uno spostamento da una richiesta basata su servizi On-Premises a soluzioni Service Oriented. Un segnale per noi della fiducia crescente verso partner capaci di intervenire non solo con le soluzioni più aggiornate rispetto a quelle che si possano reperire in casa, ma pronti a consigliarci anche sul giusto “outfit” da scegliere in base a dove stanno andando i nostri progetti.

 

Le grandi aziende lo sanno, il Cloud non può essere una commodity. Non è un disco remoto del proprio Server, ma un’occasione per fare la differenza nel processo di Digital Transformation. Tutti i progetti più innovativi, come quelli di Machine Learning, AI, Big Data e IoT non possono prescindere dalle molteplici offerte Cloud, soprattutto in ambito PaaS.

 

Ed anche se lo scenario migliore è quello delle Start-Up, già native “nella nuvola”, è nelle piccole e medie imprese, dove AI e Big Data sembrano temi apparentemente lontani, che le nuove tecnologie Cloud possono fare la differenza. Rispetto al passato, l’offerta sempre più ampia soprattutto in ambito di Cloud pubblico, permette di trovare i giusti equilibri e i giusti investimenti per avere un ruolo importante anche qui, permettendo di recuperare l’eventuale terreno perso e rilanciare la propria competitività sul mercato.

Le offerte del mercato del Cloud sono molteplici, pubblico, privati, ibrido, e i provider di servizi Cloud non mancano di certo. Per le aziende capire quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze diventa difficile ma il messaggio che rivolgiamo ai CTO è che ormai i tempi sono più che maturi, i sistemi IaaS sono una scelta concreta e non più solo una alternativa a soluzioni più conservative e tradizionali.

 

E’ in Cloud che le aziende possono giocarsi il loro successo in termini di distinzione e competizione.

 

I risultati emersi dallo studio realizzato dall'Osservatorio Cloud & ICT as a Service di cui abbiamo fatto parte, mostrano che i rischi sino ad oggi considerati un ostacolo allo sviluppo del Cloud, nel corso dell’anno sono stati percepiti in misura decisamente minore rispetto al passato e la percezione delle aziende relativamente al Cloud pubblico è risultata positiva in tutti i quesiti posti.

 

Possiamo affermare che le criticità restano legate alle infrastrutture, tipicamente di rete, che non consentono di avere delle connessioni a banda larga in tutto il territorio nazionale.

 

Il mercato ci dice che la crescita maggiore sta avvenendo nel Public & Hybrid Cloud. Anche dal nostro punto di vista possiamo affermare che le architetture sono sempre più basate su soluzioni ibride, che vedono il sistema informativo delle aziende caratterizzato da isole applicative, capaci di trovare collocazione dai provider che meglio si adattano alle necessità del cliente finale. Questo fenomeno è sempre più agevolato dagli strumenti di integrazione che si stanno evolvendo basandosi finalmente su standard di mercato.

 
 

Simone Armari
Operations Manager
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