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Confidi e ispezioni di Banca d’Italia: come la tecnologia aiuta lo sviluppo organizzativo

Uno dei temi caldi nel settore confidi è la parte che riguarda le ispezioni di Banca d'Italia. Come può una piattaforma ICT aiutare i confidi nel suo sviluppo organizzativo conforme a quanto richiesto dall'organismo di vigilanza?

 

Il mercato dei confidi si caratterizza, come quasi tutto il mercato dei piccoli intermediari, per l’esternalizzazione in outsourcing dei servizi informatici: questo non significa che la responsabilità delle informazioni prodotte non sia degli stessi intermediari.
Il valore aggiunto risiede nella scelta, da parte del confidi, di un partner tecnologico preparato ed affidabile, in grado di semplificare tutti i processi: ad esempio, una piattaforma IT completa e abilitata alla contabilizzazione immediata dei fatti aziendali unita ad un sistema integrato di business intelligence, che permette una reattività immediata alle richieste di informazioni, è sicuramente un fattore determinante e assume una valenza fondamentale per un intermediario che viene sottoposto a visita ispettiva. Strumenti informatici adeguati possono sicuramente rappresentare un’incredibile opportunità per il confidi nell’operare secondo i criteri della sana e prudente gestione aziendale, facendo affidamento sulla certezza delle informazioni che circolano internamente ed esternamente al confidi stesso. 

 

Quali sono gli elementi su cui puntare per rendere un confidi conforme a quanto richiesto dall'organismo di vigilanza?

Le ispezioni di Banca d’Italia hanno avuto spesso risultati tutt’altro che positivi.
La giustificazione di ciò va sicuramente ricercata nel difficile contesto economico in cui i confidi si trovano ad operare, che ha intaccato pesantemente il profilo reddituale, inficiato da un calo di volumi da un lato e una maggiore incidenza del credito problematico dall’altro. Accanto a questi fattori esogeni tuttavia, altre motivazioni possono essere ricercate nel modello di governance.
Il "salto" nel mondo degli intermediari vigilati ha un impatto notevole, non solo in termini di obblighi a cui gli intermediari stessi sono sottoposti, ma anche nel forte cambiamento nella cultura della gestione aziendale che, per necessità o per virtù, deve evolvere verso un modello di stampo “industriale”, dove il principio di proporzionalità è considerato solo in via residuale. Questo vuol dire preparare la struttura organizzativa a nuove sfide nell'ambito della gestione caratteristica e dei controlli.
Questo processo evolutivo non sempre è partito alla giusta velocità anche a causa delle limitate dimensioni e delle difficoltà economiche sopra menzionate. In questo senso, piuttosto che parlare degli elementi sui quali puntare per essere conformi alle richieste degli Organi di Vigilanza, riteniamo opportuno che si sottolinei l’importanza di una migliorata capacità gestionale e di governance del Confidi. Pensiamo infatti che i contenuti della normativa possano e debbano essere utilizzati a proprio vantaggio nell’evoluzione sopra auspicata. In quest’ottica, crediamo che la consulenza operativa di un partner competente, unita a strumenti informativi specificamente disegnati per la gestione del rischio e per la compliance, possa rappresentare un supporto fondamentale.
Un binomio che consenta di ottenere il massimo risultato senza investire pesantemente nella propria struttura organizzativa, facendo evolvere la competenza interna per essere pronti ad affrontare le sfide del mercato. Approcciando il mercato in questo modo, anche il confronto con l’Organo di Vigilanza potrà essere più consapevole, costruttivo e più conforme alle richieste. 

 
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