Il Cloud fulcro della nuova PA digitale: pubblico e privato a confronto su come realizzare concretamente il Piano Triennale per l'Informatica

Dedagroup e Microsoft hanno riunito i protagonisti della digital transformation nella Pubblica Amministrazione per fare il punto sul rapporto tra cloud e PA. Timori residui ma anche i casi di successo dei Comuni di Cesena, Parma e dell’INPS

 

Milano, 1 giugno: A Forum PA 2017, conclusosi negli scorsi giorni, si è tenuto un importante tavolo di confronto organizzato da Microsoft e Dedagroup che ha visto tra i partecipanti il Dipartimento della Funzione Pubblica, il Ministero delle Politiche Agricole, AgID, SOGEI, INPS, IVASS, i Comuni di Cesena e Parma. Obiettivo della discussione era coinvolgere enti e aziende sui temi chiave del rapporto cloud computing – Pubblica Amministrazione: i fattori che ancora ne impediscono la diffusione, le azioni da intraprendere per eliminarli e infine i meccanismi di facilitazione per favorirne la piena adozione da parte del Settore Pubblico. Il tutto anche alla luce dell’imminente presentazione del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019.

Sollecitati dalla moderatrice Tina Belluscio, Consulting Manager di Dedagroup Public Services, i protagonisti dell’incontro hanno evidenziato come i timori legati al cloud - una certa resistenza al cambiamento in generale, sommata al timore che il cloud implichi una minore possibilità di gestire liberamente dati o sistemi informativi, come ha sottolineato Elio Gullo, Dirigente dell’Ufficio per l'innovazione e la digitalizzazione al Dipartimento della Funzione Pubblica – tuttora presenti in alcune realtà della PA, debbano essere superati in considerazione dei risultati ottenuti da progetti che hanno visto protagoniste varie Amministrazioni Locali ed Enti.

Timori e resistenze che, ad esempio, hanno avuto una convincente risposta nell’intervento di Alessandro Francioni, Dirigente Settore Servizi al Cittadino e Innovazione Tecnologica del Comune di Cesena, che ha raccontato come l’Amministrazione Locale abbia adottato un approccio esattamente opposto: "Abbiamo lavorato per passare dalla logica della circolarità anagrafica alla logica di condivisione del dato. Il 26 aprile scorso, infatti, il Comune di Cesena ha annunciato il passaggio a ANPR, prima città di grandi dimensioni in Italia e primo ente in assoluto a passare in modalità sincrona, grazie alla soluzione Civilia Next di Dedagroup". Lo stesso Francioni ha sottolineato come il passaggio a ANPR sia un ottimo esempio di visione condivisa e sinergia efficace tra un soggetto pubblico e uno privato. Una testimonianza cui hanno fatto eco anche le parole di Fabrizio Rauso, Direttore Digital Organization di SOGEI, che rispetto al trattamento e alla protezione dei dati ha posto l’accento sull’opportunità offerta dall’avvento di GDPR, elemento che abilita l’adozione del cloud attraverso la definizione di una modalità europea univoca con cui accedere, collezionare e processare le informazioni sensibili. 

Sulla stessa linea anche Massimiliano Pucciarelli, Responsabile Servizio Razionalizzazione ICT PA dell’Agenzia per l'Italia Digitale, che si è preoccupato anche di chiarire uno dei punti chiave emersi nel corso del confronto, cioè la necessità di dedicare risorse specifiche al cloud a fronte della possibile riduzione di risorse IT per gli EELL. Pucciarelli ha sottolineato che il taglio del 50% delle spese IT, previsto dal Piano Triennale inserito nella Legge di Stabilità 2016, non è un intervento lineare, bensì mira alla riqualificazione delle risorse attraverso linee guida specifiche, quale ad esempio la razionalizzazione dei data center privilegiando la migrazione al Cloud, così da liberare risorse da reinvestire in progetti innovativi. Un cambio di passo che AgID accompagnerà anche attraverso i 20 milioni di Euro di investimenti con cui intende finanziare le linee di azione previste dal Piano Triennale su Data Center e Cloud quali ad esempio:

  • Censimento del Patrimonio ICT della PA;
  • Definizione e implementazione di una procedura per la qualificazione di soluzioni offerte da SaaS Provider;
  • Assessment per l’individuazione di Poli Strategici Nazionali (PSN), ovvero PA che diventano Cloud Service Provider (CSP) per altre PA;
  • Accompagnamento alle PA per la razionalizzazione dei Data Center e la migrazione al Cloud verso i CSP aggiudicatari della Gara SPC Cloud Lotto 1, i PSN e altri CSP.

In tema di risorse e di regolamentazione sugli acquisti, Elio Gullo sottolinea come le PA debbano potersi dotare di soluzioni e servizi Cloud attraverso le centrali di acquisto o direttamente attraverso gli store dei fornitori, a patto che questi ultimi garantiscano la portabilità da sistema a sistema, una delle leve indispensabili per l’adozione del Cloud.

Una serie di interventi che delineano uno scenario dalle molte sfaccettature in cui, accanto a elementi che tuttora non favoriscono il ricorso al Cloud, si riscontrano casi di successo e di innovazione grazie ad esso. È questo l’esempio, oltre al già citato progetto di Cesena, del Comune di Parma che ha già adottato il cloud per i servizi di posta elettronica e di collaboration e sta migrando i propri data center sulla piattaforma regionale, come ha raccontato Giovanni Marani, Assessore allo Sport, Politiche Giovanili, Servizi Demografici, Statistica, Servizio Informatica e Innovazione Tecnologica. Una best practice locale che trova il proprio contraltare a livello nazionale con l’esperienza descritta da Massimiliano D’Angelo, Dirigente Area Architetture e TLC di INPS: l’ente previdenziale ha infatti intrapreso, già dal 2012, un processo di razionalizzazione dei data center che ha consentito di ottenere risparmi per 200 milioni di Euro. Un risultato ragguardevole, cui si aggiunge la possibilità per le altre Amministrazioni di usufruire della capacità infrastrutturale di cui oggi dispone l’Istituto.

Esperienze, e stimoli accolti con molto interesse dagli organizzatori dell’incontro – Microsoft e Dedagroup – la cui collaborazione è incentrata sull’innovativa piattaforma digitale Civilia Next, proposta da Dedagroup agli Enti locali e concepita e realizzata facendo leva sulla piattaforma cloud Microsoft Azure. Per Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia, le testimonianze ascoltate confermano che il cloud per la PA rappresenta un’opportunità fondamentale per avviare la trasformazione digitale dei processi e degli strumenti di produttività, mantenendo al contempo una costante attenzione al trattamento sicuro dei dati.

La chiusura dei lavori è affidata a Fabio Meloni, CEO di Dedagroup Public Services, che sottolinea la necessità di ripensare, proprio a partire dal cloud, il modello applicativo della PA. Solo ripensando in ottica digitale il modo di lavorare si colgono appieno le opportunità del cloud e si rende possibile la digital transformation degli Enti pubblici. Questo cambio di paradigma non è solamente l’occasione per migliorare il modo di lavorare della Pubblica Amministrazione – potendone anche misurare le performance “digitali” attraverso indici specifici - ma anche la via maestra per attuare strategie di spesa più efficienti, come emerso dalla viva voce dei protagonisti del tavolo di lavoro.

 

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