Un giorno da Project Manager in Dedagroup Public Services

 

Contribuire attivamente alla Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione è la sfida che orienta la mia professione. Affronto questa sfida tutti i giorni, progetto dopo progetto, toccando con mano i risultati raggiunti.

È un percorso senz’altro ambizioso quello in cui siamo impegnati, una missione collettiva dall’alto valore culturale ed umano, oltre che tecnologico, a cui io ho scelto di partecipare da protagonista come Project Manager in Dedagroup Public Services, l’azienda del nostro Gruppo impegnata nella creazione di una PA di nuova generazione.

 

Il mio impegno quotidiano è volto a realizzare, insieme al mio team, accanto ai nostri Clienti, questo obiettivo cardine: innovare il Sistema Paese, dal centro alla periferia.

 

La posta in gioco è, evidentemente, elevata. A questa trasformazione in atto, del resto, sono legate a doppio nodo la qualità dei servizi ai cittadini e la capacità della filiera produttiva di rimanere viva e competitiva sul mercato internazionale: dalla rigenerazione dei sistemi e dal rinnovamento dei processi dipende il nostro futuro come Paese.

Se l’Italia vuole rimanere simbolo di eccellenza, con la sua storia ricchissima e il suo patrimonio culturale senza pari, con la sua straordinaria bellezza naturale e paesaggistica e i suoi prodotti unici al mondo, valorizzando le differenze culturali che la rendono così varia ma al contempo stringendosi attorno ad un’idea di comunità più forte, coesa e aperta al cambiamento, non ci sono altre vie.

 

Ridisegno nativamente digitale dei processi, condivisione dei dati e interoperabilità dei sistemi in direzione Data-Driven Administration, trasparenza, accessibilità, efficienza: il Nuovo Rinascimento passa da qui.

 

Durante il mio percorso universitario in Ingegneria Gestionale presso l’Università di Roma Tor Vergata, iniziai a prendere dimestichezza con concetti come pianificazione, ottimizzazione o dimensionamento. Capii che la gestione di progetti complessi di trasformazione poteva essere il mio terreno elettivo.

Poi feci una scelta di campo precisa. Se molti miei colleghi erano attratti dallo studio delle trasformazioni in atto nel mondo del business, dell’impresa, della produzione industriale, io misi a fuoco una prospettiva diversa, ma allo stesso modo sfidante: l’ottimizzazione dei processi di gestione della cosa pubblica nell’interesse non del singolo privato, ma nell’interesse di tutti i cittadini.

 

Il ruolo di Project Manager, nell’ambito di processi di innovazione che coinvolgono la PA, ha un perimetro molto ampio e flessibile, e questo lo rende interessante e dinamico. Ma con un punto fermo: la creazione di valore per i cittadini.

 

Senza questo valore, il mio mestiere perde il suo significato profondo. Il termometro con cui valutiamo i risultati dei progetti in cui siamo impegnati è tarato sulla soddisfazione di operatori, utenti e cittadini. Ma nel raggiungimento di questo risultato, lo stimolo per un Project Manager impegnato nell’innovazione della PA è rappresentato in primo luogo dalla gestione ottimale del percorso, in tutte le sue fasi e in tutti i suoi aspetti: un percorso, in una stagione effervescente come questa, ricco di preziose opportunità.

L’introduzione del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la necessità di adeguamento da parte degli Enti ai dettami della neonata Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), la fatturazione elettronica e la virtualizzazione delle informazioni e dei relativi processi in direzione Cloud e Open Data, sono solo alcune delle trasformazioni oggi in atto: importanti opportunità di sviluppo che richiedono però, all’interno delle organizzazioni, un terreno adatto a poterle accoglierle, quindi un cambiamento profondo, l’introduzione attenta e progressiva di nuovi mindset strategici e operativi, una nuova cultura del lavoro e della collaborazione.

 

Il più grande cambiamento che ci troviamo ad affrontare è il cambiamento culturale. Nell’affiancare gli Enti nei loro percorsi di trasformazione, poniamo al centro strategie, percorsi, strumenti di Change Management.

 

Il Project Manager da semplice “capo progetto” trova la sua vera natura e vocazione nella figura del “responsabile del cambiamento”. Il termine “Management” si contorna, così, di una molteplicità di nuove funzioni: guida durante l’assessment e nel problem solving, consulenza in vista di decisioni di indirizzo strategico, pianificazione di progetti di evoluzione tecnologica a lungo termine con monitoraggio costante del rapporto tra tempo e risorse a disposizione, creazione di nuovi servizi per i cittadini, ideazione di percorsi innovativi di condivisione, formazione tecnica e cambiamento culturale...

In questo contesto vedere il cambiamento realizzato, al termine di un percorso che ha coinvolto centinaia o migliaia di persone, è per noi – come per i nostri Clienti – motivo di soddisfazione. Se poi convogliamo quest’onda di cambiamento in un progetto che vede coinvolto un Ente della PA centrale, sfida, responsabilità, complessità e soddisfazione salgono di livello. Il nostro lavoro di affiancamento al percorso evolutivo di INPS può essere considerato, da questo punto di vista, di particolare interesse.

 

Il Project Manager diventa un catalizzatore d’innovazione, quasi un “agitatore culturale”. Soprattutto nell’ambito di progetti che coinvolgono grandi Enti, il compito fondamentale è stimolare il cambiamento.

 

Sappiamo tutti che il cambiamento avviene raramente in maniera fluida e spontanea: vincoli, ostacoli, resistenze, vecchie care abitudini dure a morire, frenano spesso il cammino. Trasportiamo queste dinamiche in un Ente centrale e possiamo avere un’idea della complessità del compito. La realtà di INPS, in questo particolare contesto storico, offre una visione stereoscopica dell’evoluzione informatica della Pubblica Amministrazione.

I grandi investimenti in IT dell’INPS sono spesso dettati dall’agenda politica e questo rappresenta per noi un ulteriore elemento di complessità da gestire e, dunque, un’ulteriore sfida da affrontare tempestivamente e senza bloccare l’operatività dell’Ente. Ma potendo contare su una visione “in diretta” dei cambiamenti che investono top-down il Sistema Paese e sforzandoci sempre di comprendere il peso specifico che le scelte dei decisori politici possono avere sul piano dei servizi, il nostro impegno è quello di sublimare tali indirizzi in progetti concreti di innovazione.

 

Orientare gli operatori della PA verso le nuove opportunità del “digital first”, anticipando e interpretando le esigenze nel quadro dell’evoluzione normativa di riferimento, questa è l’ambizione che guida il mio lavoro.

 

Dopo sei anni da Project Manager in Dedagroup Public Services non ricordo momenti di stallo. Il mio è un mestiere vivo, dinamico, aperto sul futuro dell’innovazione, reso ancor più vivo e appassionante dal team di professionisti con cui ho il piacere di lavorare. Interpretare correttamente e creativamente il cambiamento insieme a loro, accanto ai nostri Clienti, tutti i giorni, è un’esperienza professionale che vale senz’altro la pena di essere vissuta.

 
 
 
 

Dario Pecorelli
Project Manager
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