Public Services

Cos’hanno in comune Sporminore, Cesena e Inail? Ovvero, un’azienda “piattaforma” per l’Agenda Digitale

 

Cosa hanno in comune Sporminore, Cesena e Inail?  

Dalla periferia al centro, e viceversa, queste PA hanno in comune la capacità di abbracciare i cambiamenti innescati dall’Agenda Digitale Italiana e indirizzati dal Piano Triennale: tutte e tre hanno investito nella piattaforma e nelle infrastrutture descritte nel Piano per sviluppare un’anagrafe certificata univoca che garantisca informazioni corrette sui cittadini e sui lavoratori.  

Tale cambiamento è stato possibile proprio e in virtù del lavoro di AgID e del Team per l’Italia Digitale: creare la piattaforma comune è cruciale per creare il tessuto digitale dell’intero Paese. Questo fa sì che, al di là e al di sopra delle peculiarità di contesti spesso molto diversi, si abbiano sempre gli stessi standard, gli stessi linguaggi, la stessa attendibilità e sicurezza del dato, gli stessi livelli di servizio. Grazie alle Infrastrutture immateriali questi mondi così diversi convergeranno, per creare così la vera interconnessione digitale del Paese.

Tre esempi di un’Italia che sta cambiando, nei fatti.  

Oltre alla volontà di abbracciare l’indirizzo strategico e gli strumenti indicati da AgID e dal Team per l’Italia Digitale, questi tre Enti hanno in comune un altro aspetto: l’aver scelto noi, Dedagroup Public Services, come partner con cui realizzare questa evoluzione.

 

Insieme a loro, interpretiamo il ruolo di agenti del cambiamento con la concretezza che ci caratterizza.

 

Abbiamo digitalizzato le anagrafi di Sporminore, un piccolo Champion di soli 715 abitanti e, al tempo stesso, abbiamo realizzato lo stesso percorso in Inail, uno dei più grandi Istituti del Welfare Europeo. Con Cesena abbiamo portato in ANPR il primo Comune di grandi dimensioni in Italia, dando un contributo importante a questo progetto nel quale abbiamo investito da tempo consentendo agli Enti che ci scelgono non solo di dialogare con ANPR ma di alimentarlo nativamente, in modalità sincrona.

 

Dare alle PA italiane la possibilità di cambiare pelle

I contenuti del Piano – e la spinta di cambiamento nelle modalità di interazione tra PA e aziende che ne caratterizzano l’approccio – sono dunque forieri di un nuovo modo di guardare all’utilizzo delle tecnologie come perno di sviluppo del sistema Paese.  

Questa evoluzione non è soltanto condivisibile ma è chiave per innovare il sistema Paese. Un percorso in cui Dedagroup Public Services si riconosce appieno.  

Il piano triennale punta a far diventare la PA una piattaforma sulla quale possano essere disegnati i nuovi servizi pubblici, e chiama i fornitori ICT a intraprendere un processo di trasformazione da aziende che vendono “giorni uomo”, o punti funzione, ad aziende che producono e propongono servizi sulla piattaforma della PA rivolti a cittadini e imprese.

 

In altre parole, per fare questa PA piattaforma c’è bisogno di aziende ICT piattaforma, capaci di integrare servizi e competenze che vadano al di là dei singoli silos funzionali.

 

La necessità di costruire il marketplace delle PA

Un corollario fondamentale del modello strategico è il cambiamento radicale delle soluzioni, e delle modalità con cui queste sono offerte alle PA, reso possibile dalla costruzione di un marketplace per le PA.

Nel concetto di marketplace risiede, a nostro avviso, tutta la potenza trasformativa e attuativa di quanto contenuto nel Piano Triennale. Il marketplace ne diventa, di fatto, il contenitore realizzativo. Una volta definito il modello, il marketplace dev’essere uno spazio regolato ma aperto, in cui dar libero impulso alla proposta delle migliori soluzioni possibili con cui aiutare le PA a cambiare.

Si tratta di aprire il mercato a una sana e virtuosa competizione, che consenta di mettere a disposizione delle PA tutte le soluzioni di valore che possono aiutarle a digitalizzare il disegno e l’erogazione dei servizi ai cittadini. Le nuove modalità di disegno e di acquisto delle soluzioni – app e componenti – sono troppo importanti per non provare a alzare l’asticella verso il concetto di best of breed. Una evoluzione nell’ambito della quale anche l’apertura ai temi del coding e del design dei servizi pubblici sono tasselli importanti.

 

In tale contesto, non siamo affatto spaventati dal superamento della realizzazione di sistemi attraverso l’acquisto di “giorni uomo” o di “punti funzione”: anzi, siamo del tutto a favore dell’acquisto di progettualità e di risultati. Un cambiamento essenziale per offrire alle PA italiane nuove modalità di interazione con i player ICT.

 

Questa evoluzione determinerà cambiamenti importanti non soltanto nelle modalità di acquisto delle PA, ma anche e soprattutto nelle modalità di costruzione delle strutture tecnologiche con cui le PA disegneranno servizi digitali per i cittadini. Scommettere su tali elementi significa tornare a creare un piano industriale del sistema Paese. Un progetto di cui anche Dedagroup Public Services vuol far parte, in cui ci riconosciamo come azienda, tanto che l’abbiamo fatto nostro quando abbiamo definito e realizzato la nostra stessa strategia di sviluppo industriale.

Abbiamo investito per il completo ridisegno delle nostre soluzioni in un’ottica interamente digitale, mettendo al centro i cittadini e le imprese, al fine di renderle disponibili as a Service e in cloud. Da questo investimento è nata Civilia Next, la nostra piattaforma as a Service per la gestione delle funzioni degli enti locali, nativamente integrata con le Infrastrutture immateriali nazionali (ANPR, SPID, PagoPA).

 

Costruire spazi e competenze di una nuova PA

Oltre al concetto di marketplace, il Piano Triennale innesca ulteriori evoluzioni. Occorre interrogarsi, per esempio, su quali modelli di procurement possano sostenere tale percorso.

Un tema, questo, che non può prescindere dalla finalizzazione del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, che deve anche prevedere di disegnare – di concerto con il mondo delle imprese – un catalogo di soluzioni in linea con i dettami del Piano, pronte all’acquisto e all’uso per tutte le PA italiane.  

Al tempo stesso, il percorso e il modello tecnologico per la trasformazione digitale della PA disegnato dal Piano Triennale richiede lo sviluppo di nuove competenze e l’implementazione di nuove architetture. Per affiancare e sostenere questo processo abbiamo creato il Co-Innovation Lab, un’iniziativa congiunta Dedagroup-Fondazione Bruno Kessler, finalizzata allo sviluppo di buone pratiche per l’apertura e l’interoperabilità dei dati e dei servizi nella PA.  

In questo laboratorio si sta costruendo il Digital Hub con cui testare lo sviluppo e la costruzione delle Infrastrutture immateriali indirizzate nel Piano, nonché la realizzazione di Smart App che vadano a risolvere problemi in ambiti critici per gli Enti, come quelli della mobilità sostenibile, delle trasformazioni climatiche, dell’uso sostenibile dell’energia, dell’agricoltura e della legalità.

Lo sviluppo delle competenze nostre e dei nostri clienti è un fattore di successo decisivo. Va in questa direzione la Dedagroup Digital Academy, il percorso ideato per sostenere la formazione delle professioni digitali del futuro, nel cui ambito partecipiamo a iniziative per il coinvolgimento di nuovi talenti, come nel caso dell’Hack Developers di Trento.

 

Tutto questo rappresenta il nostro impegno per la concreta attuazione dell’Agenda Digitale in tutto il Paese, dal centro alla periferia

 

Un impegno che sta dando risultati concreti, come nel caso del supporto offerto al Comune di Cesena che, come accennavo all’inizio, è stato il primo comune di grandi dimensioni in Italia ad aver effettuato il subentro in ANPR in modalità sincrona.

Un progetto, questo dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, che ci vede coinvolti su tutto il territorio anche nel prossimo futuro: sono oltre 600.000 i cittadini che porteremo in ANPR entro il primo semestre del 2018, cooperando con Enti come il Comune di Parma, il Comune di Castiglion Fiorentino, il Comune di Pomigliano d’Arco, il Comune di Cagliari, solo per citarne alcuni.  

 

Tanti tasselli di un unico quadro che realizza il concetto di Dedagroup come piattaforma già citato nel titolo: piattaforma di competenze e soluzioni per offrire ai clienti un robusto set di offerte che rispondano in modo completo e coerente alle esigenze digitali consuete o emergenti.

 

Riteniamo di poterlo fare con e per le PA italiane. Ci siamo da subito riconosciuti nell’approccio suggerito dal Piano Triennale: la sinergia tra integrazione e sviluppo di soluzioni verticali è anche nel nostro stesso DNA ed è ciò che ci differenzia sul mercato italiano dei player ICT.

 
 

Fabio Meloni
General Manager Dedagroup Public Sector & Utilities
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