La collaborazione aziendale fra coinvolgimento, motivazioni e l’A-Team

 

Quando abbiamo iniziato il progetto Ambassador circa un anno fa, avevamo diverse motivazioni per sostenerlo, alcune implicite e altre maturate con il tempo.

Da un lato la volontà di mettere in primo piano le competenze di oltre 1600 persone, una ricchezza di esperienze che anche volendo non avremmo mai potuto colmare dall’ufficio marketing. Dall’altra invece, la necessità più velata di capire il modo in cui ci raccontiamo fuori dal perimetro aziendale e seguire meglio i Business Moment che potrebbero generarsi.

Costruire un piano editoriale che raccontasse le tante cose che facciamo non è stato (e non è) semplice. Il tempo richiesto alle persone per scrivere, il nostro per redigere e pubblicare un articolo, la necessità di impostare uno stile aziendale senza sforare e accavallare diversi temi, ci ha fatto maturare anche nelle relazioni interpersonali (espressione molto diplomatica lo ammetto).

 
(una tipica reazione pacata fra marketing e Ambassador)
 

Ma l’A-Team del titolo non ha a che fare con il “militarismo buono” dell’omonimo telefilm – anche se potrebbe essere una pratica utile a raggiungere gli obiettivi di marketing e non – ma con un restyling del progetto iniziato a metà anno, dove abbiamo raccolto le idee, analizzato i primi risultati e gettato le basi di qualcosa di più complesso.

Un progetto funzionale che mettesse in relazione Marketing e Sales. Un tessuto fitto, capace di intersecarsi con i piani marketing, lo storytelling, il social selling e le nuove linee guida del nostro lavoro, come le 3H del marketing (grazie a Francesca Petrucci) e l’Account Based Marketing.

In questa Collaboration Reengineered, come l’abbiamo rinominata, l’A-Team rappresenta un nucleo ristretto di Ambassador fra manager e dirigenti di Dedagroup, le spoke people dei nostri eventi con cui firmiamo i nostri articoli sul sito e LinkedIn e che ci aiutano ad ampliare il progetto, motivando e proponendo nuove persone.

 

Riuscire a raggiungere questo obiettivo, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, è stato possibile soltanto migliorando l’approccio con cui raccogliamo, distribuiamo e aggiorniamo i nostri contenuti a tutti i livelli. Un approccio che deve essere sempre condiviso e supportato da tutti.

 

Una macchina dei contenuti, fra eventi fisici, social e spazi aziendali che si alimenta sia dall’alto che dal basso. Che si parta da un comunicato stampa, da un evento fisico o da una news di settore su cui scopriamo che abbiamo qualcosa da dire. 

 
 

Questo è il nostro 50° articolo dell’anno, il progetto non si è concluso e sappiamo di avere ancora tanta strada davanti. Ma i frutti cominciano a vedersi, anche attraverso il rafforzamento del brand sui social o la nascita di alcune iniziative correlate, come il racconto del nostro Piano Industriale Dedagroup Vision2020 o il Dietro le Quinte del lavoro realizzato con l’HR.

Ma soprattutto ci piace rivedere la nostra intranet che si popola di news e successi scritti dai diretti interessati che ne hanno fatto parte. Motivazioni, coinvolgimento, piccole sfide, bandierine, competizione, chiamatele come volete, ma ci fanno bene.

“Vado matto per i piani ben riusciti” (Cit. Hannibal Smith)

Ps. Buone feste!

 

Fabio Iorio
Communications Strategist
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